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Il passaporto tessile si applica anche agli indumenti già presenti nel vostro magazzino?

Molti imprenditori si chiedono se il passaporto tessile si applica anche agli indumenti già presenti nel magazzino. Questo articolo spiega dove si colloca il punto di riferimento del regolamento e cosa potrebbe significare per le scorte esistenti.

La risposta breve

Se il passaporto tessile si applica agli indumenti già presenti nel vostro magazzino dipende dal momento in cui tali indumenti vengono effettivamente venduti o consegnati, e non dal momento in cui sono stati prodotti o acquistati. Il regolamento fa riferimento alla cosiddetta immissione sul mercato: il momento in cui un prodotto viene reso disponibile per la prima volta sul mercato dell'UE. Le scorte che rimangono in magazzino da anni e vengono vendute solo dopo la data di entrata in vigore dell'obbligo possono comunque ricadere sotto l'obbligo.

Allo stesso tempo, questo è uno dei punti che non è ancora definitivamente regolamentato. L'atto delegato che concretizza l'obbligo non è ancora stato pubblicato; secondo il piano di lavoro dell'ESPR per il 2025-2030, è previsto per il 2027, con gli indumenti composti per l'ottanta per cento o più da fibre tessili come prima categoria. Solo quando il testo sarà disponibile, sarà chiaro come verranno trattate le scorte esistenti e quali regole transitorie si applicheranno.

Cosa significa "immissione sul mercato"

Il termine "immissione sul mercato" è un concetto fisso nella legislazione sui prodotti europea e si riferisce al momento in cui un prodotto viene reso disponibile per la prima volta sul mercato, indipendentemente dal fatto che ciò avvenga tramite un negozio online, un negozio fisico o un canale di distribuzione all'ingrosso. Non si tratta quindi del momento della produzione, dell'importazione o della costituzione di scorte, ma del momento in cui il prodotto raggiunge il cliente. Per le aziende che lavorano con collezioni stagionali, ciò può significare che gli indumenti acquistati ora vengono "immessi sul mercato" solo tra alcuni mesi o addirittura un anno.

Scorte che rimangono più a lungo

Per gli indumenti venduti o consegnati prima dell'entrata in vigore dell'obbligo, la situazione è diversa da quella degli indumenti ancora in magazzino in attesa di un acquirente. Le autorità di vigilanza in questo tipo di questioni di solito guardano al momento dell'effettiva introduzione sul mercato, non alla data di produzione. Ciò significa che una collezione prodotta qualche tempo fa, ma venduta solo dopo la data di entrata in vigore, potrebbe comunque ricadere sotto l'obbligo. Quali periodi di transizione o eccezioni saranno inclusi nell'atto delegato non è attualmente noto.

Cosa significa per le collezioni stagionali

Per le aziende che lavorano con cicli di inventario di più stagioni, come l'abbigliamento esterno o le collezioni base che durano anni, questa è più di una questione teorica. Un indumento progettato e ordinato oggi potrebbe arrivare al cliente solo dopo la data di entrata in vigore dell'obbligo. È quindi opportuno, quando si pianificano nuove collezioni, tener conto della possibilità che i dati sulla composizione delle fibre, l'origine e la cura debbano essere disponibili in un momento successivo, anche se l'ordine viene già effettuato ora.

Questo riguarda anche gli accordi che stipulate con i vostri fornitori. Chi ora conclude un contratto per una collezione che viene consegnata solo un anno dopo, farebbe bene a fissare quali dati il fornitore può fornire e in quale momento. la knowledge base con spiegazioni per ogni situazione fornisce una panoramica dei temi in questione, dalla composizione delle fibre alle informazioni di origine.

Cosa potete fare fin d'ora

Poiché la data di entrata in vigore esatta e le regole transitorie non sono ancora fissate, non c'è motivo di smaltire rapidamente le scorte o di adattare i piani di acquisto in fretta. È tuttavia opportuno già identificare quali prodotti nel vostro assortimento rientrano nella categoria degli indumenti con un'elevata percentuale di fibre tessili, dato che questi saranno i primi a essere interessati. Con alcune domande una prima indicazione da dove si trova la vostra azienda, fornisce informazioni senza che dobbiate subito aprire un account.

È anche utile discutere fin da ora con il vostro fornitore di software o amministrazione interna come vengono registrati i dati per lotto di prodotto, in modo da non dover ricostruire successivamente quale composizione di fibre corrisponda a quale lotto di magazzino. Su la pagina su come funziona la raccolta dei dati è illustrato da dove provengono le informazioni per un pasaporte e come questo processo si svolge nella pratica.

Per la spiegazione precisa di concetti come 'immettere sul mercato' e le conseguenze per la vostra situazione specifica, è consigliabile consultare il testo ufficiale o coinvolgere un giurista. Le autorità di vigilanza nei Paesi Bassi e in altri paesi dell'UE sono la parte designata per rispondere a domande sull'applicazione; questo articolo descrive la sistematica, non l'esito per una singola impresa.

Curiosi di sapere dove siete

Se desiderate sapere se il vostro assortimento di prodotti rientra nella prima categoria dell'obbligo, fornisce elenco delle domande frequenti un punto di partenza pratico. Se preferite invece una valutazione diretta per la vostra situazione specifica, la scansione rapida gratuita è un buon primo passo senza che ciò comporti obblighi.

Questo articolo è informazione generale e non costituisce un parere legale.